Nuovo anno…

Ogni anno si inizia dicendo che il nuovo anno…   sia migliore del precedente…  sia più produttivo e soddisfacente, sia ….; si fanno propositi che non vengono mantenuti…ed è così da trent’anni.

Quest’anno, dopo il collegio di rito, iniziamo con una conferenza di aggiornamento, tenuta da un noto professore universitario. Certo, dopo un percorso universitario come il nostro, credo che possiamo proficuamente partecipare a dibattiti e conferenze senza temere di non sapere o di non capire anzi…possiamo solo integrare, ma da questo atteggiamento collaborativo a dover ascoltare delle banalità per tre ore…beh, ce ne vuole! Scontatissime le affermazioni, gratuite le battute sul premier e sui festini, fuori tema le trattazioni di geopedagogia, visto che la conferenza doveva vertere sulla comunicazione docente/allievo. Il tutto alla modica cifra di 800 euro!

Soldi spesi male.

2 le riflessioni condivise: ritorno a tempi più distesi e riflessione per docenti e alunni. Io aggiungerei una terza r: riumanizzazione (o per dirla alla Di Agresti riumanazione). Siamo abituati a statistiche e numeri, a tabelle e tabulati, a griglie e torte, ma un <come stai?> detto col cuore non nuocerebbe, una parola affettuosa detta al momento giusto varrebbe molto più di sterili numeri e frasi di circostanza.

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15 luglio 2009: una data da ricordare!

Il momento solenne è giunto, via lo stress, il panico, l’emozione; tutti i miei sensi sono all’erta per ascoltare avidamente ciò che il presidente sta per pronunciare….”…la proclamo dottoressa in Metodi e tecniche delle Interazioni Educative, con la votazione di 108/110″.

Tutto il resto lo racconto con le immagini, insufficienti per descrivere lo stato d’animo, ma efficaci da condividere con gli amici.

Nel mio cuore, gelosamente, nascondo sensazioni ed emozioni vivissime, attimi irripetibili di una giornata davvero speciale.

Traguardo raggiunto -quasi-

Il mio cammino sulla strada della conoscenza, tutto in salita, ma anche con dolci pendìì, è giunto al termine.

Sento il profumo e il sapore della laurea, la posso quasi toccare, la sento appartenermi. Profumo di vittoria, di limite valicato; sapore di sudore, rinunce, fatica.

Con questo percorso si chiude un ciclo della mia vita – ma non è detto non se ne apra un altro – fortemente voluto; ho conosciuto colleghi ormai diventati amici, con i quali ho condiviso studio, risate, lacrime, sacrifici, gioie…3 anni di vita.

   Ed è anche a loro che ho dedicato la mia tesi di laurea  Ai colleghi della IUL: insieme abbiamo affrontato e superato le insidie della Rete.

   Grazie amici, vi abbraccio.

Comenius project

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…..il link  non sempre funziona. Provate questo: http://www.create2009-italia.it/myexperience/ e poi a destra “guarda i video”, alla terza pagina cercate Circolo Didattico Pasian di Prato…siete arrivati, guardate e, se vi piace, votate.

Un nuovo social network

http://www.repubblica.it/2009/01/sezioni/tecnologia/social-network/geo-social/geo-social.html?rss interessante, e questa volta è un social network georeferenziato!

L’AQUILA FERITA…

Cari amici, mia figlia Ilenia, studentessa universitaria a L’Aquila, mi aveva preannunciato il suo arrivo, per le vacanze pasquali, questa mattina o al massimo domani mattina. Ieri, ascoltando il suo istinto, è partita, arrivando qui ad Udine alle 6 del pomeriggio. Questa decisione improvvisa, non razionale, istintiva, l’ha salvata.

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In FB ha scritto: L’Aquila mia, la mia anima è sotto le tue macerie!

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Solo il popolo di internet aveva diffuso la notizia delle frequenti scosse che turbavano questa città dal gennaio scorso. Non una parola dalle televisioni o agenzie nazionali. In FB le scosse venivano segnalate in tempo reale, nessuno ha dato peso o preso in considerazione piani straodinari di prevenzione o emergenza; anzi, il giovane che ha previsto la maggioranza dei sismi con procedimenti scientifici, si è visto recapitare denunce per turbative alla popolazione!!!

La città è ferita a morte, la città universitaria per eccellenza, salotto culturale del centro Italia, ricca di tesori d’arte e crogiuolo di menti fervide, tace.

Coltivare le connessioni

Da due settimane e ancora per tutta la prossima settimana devo, con piacere, coltivare le connessioni con i partners del progetto Comenius, partito a settembre scorso con Spagna, Turchia, Inghilterra, Bergamo e Lucca.
Avremo il piacere di ospitare i colleghi nella nostra città ed organizzare l’accoglienza, come si usa in questi casi, tra sessioni di lavoro e gita fuori porta. Anche questo modo di coltivare l’amicizia, nata da contatti telematici, consolidata da una visita di studio, rinforzata da telefonate per mettere a punto le attività, mi sembra possa costituire una passeggiata nel bosco: mentre ci si scambia il materiale prodotto dai bambini, le impressioni generali sul lavoro e altro ancora, si scopre il mondo: modi diversi di impostare la programmazione, la didattica, la valutazione; approccio educativo basato sulle intelligenze multiple; il peso della cultura e della religione sulle scelte educative. Il tutto in inglese. Mi faccio gli auguri da sola.

 

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Questo è il gruppo di docenti con cui lavoriamo,  provenienti da 3 Paesi e da 5 Istituti. La visita ha avuto successo per la varietà delle proposte e la grande quantità di materiale prodotto. Si sono create delle belle amicizie che contiamo di coltivare anche dopo il termine del progetto.

I bambini, protagonisti di un progetto europeo, erano incuriositi e intimoriti da questa visita, ma dopo un breve scambio di battute si sono aperti ad un dialogo “pasticciato” ma efficace con tutti i docenti, dando vita a gustose scenette e a commenti positivi sul nostro modo di affrontare la lingua inglese. Abbiamo, nel sito dedicato, attivato un forum dove anche loro potranno postare semplici messaggi ed avviare uno scambio con i coetanei e questa mi sembra la maniera migliore per insegnare loro “a parlare”.