In trent’ anni di lavoro ne ho viste di tutti i colori: ho iniziato come maestra unica, mi sono convertita al modulo, all’informatica e alla lingua straniera, ho lavorato all’Irre Friuli Venezia Giulia, lavoro in un modulo “a tempo prolungato” – una sorta di pour pourri tra tempo normale e tempo pieno -tornerò a fare la maestra unica per volere di Mary Star…il cambiamento lo vedo come in una vecchia pellicola, i cui frame rappresentano momenti della mia vita e rispecchiano il tempo in cui sono collocati. La foto postata da Michela (Tarantilla) sul suo blog di una classe (la sua?) degli anni ’70 e poi quella di oggi mi aiutano a rimettere a posto i ricordi, tanti….
Come e quanto la Media Education ha influito sul modo di “fare” scuola e sul modo di apprendere degli alunni?

1977: 1° anno di insegnamento in una quinta elementare (allora si chiamava così), tra l’altro avevo appena dato alla luce la mia prima figlia e come supplente non avevo diritto all’allattamento, per cui mia madre, ad una certa ora, mi portava la bimba ed io, nascosta in bidelleria, allattavo…
Ricordo con nostalgia l’ora di storia: gli alunni in fila per due venivano condotti in un’aula predisposta per assistere alla visione di filmine, rigorosamente in bianco e nero, dell’Istituto Luce (magnifiche!) su varie tematiche, per esempio sulla 2° Guerra Mondiale ve n’erano ben 12, per un totale di circa 10 ore di visione. Oggi se ne può vedere la versione restaurata, a colori, su History channel. Poi magari si andava nell’aula di musica e s’intonava “Va’ pensiero” con il maestro esperto che li accompagnava al pianoforte. Il ritorno in classe era scandito da cori sommessi di disappunto, perché significava produzione di testo scritto con disegno. L’alunno Mauro che quell’anno, ospedalizzato per una brutta caduta dalla bici, con ripetuti interventi chirurgici, non venne a scuola per molti mesi, fu bocciato e dovette ripetere.

2008: 30° anno d’insegnamento. Insegno su due classi quarte: 40 alunni vivaci, motivati, curiosi, tecnologici. In classe possiamo contare su una postazione fissa di computer, connesso ad Internet, più il mio portatile. Fra pochi giorni avremo anche la LIM, per l’uso della quale mi sono formata la scorsa estate.
Il panorama è completamente cambiato, nel momento in cui sto mettendo “su carta” le mie riflessioni potrei pensare di stare parlando di due persone completamente diverse, di due epoche, di due generazioni. Non ho bisogno di condurre i miei alunni da nessuna parte per costruire conoscenza: con il web, istantaneamente, ho tutto a disposizione. E i miei alunni possono ritagliare, copiare, incollare, disegnare, colorare, linkare, scrivere, leggere, operare, …e ancora tanto altro, con un solo documento, con pochi gesti, in modo piacevole e persino divertente.
L’alunno Sean (anche i nomi hanno subito uno stravolgimento) ospedalizzato per gravi problemi di salute, ha potuto seguire le lezioni dall’Ipod; connettendosi con il blog della classe vedeva i lavori dei suoi compagni ed interagiva con loro attraverso il forum. Ha superato molto bene la sua malattia, forse anche grazie all’apporto psicologico del gruppo, ed anche l’anno scolastico.
La portabilità, aspetto magnifico dei media digitali, ne ha decretato il successo nell’era della globalizzazione, dove non c’è più necessità di una postazione fissa di lavoro, ma da qualunque parte del mondo si può accedere all’informazione in tempo reale.
Qualche anno fa, nel 1999, nella pubblicità di un amaro, una goccia di esso arrivava via fax all’altro capo del mondo “unendo” i due protagonisti…
La diffusione dei media digitali, che offre dunque la simultaneità d’uso, consente tutto a tutti, in modo semplice, perchè impostati sugli stessi criteri d’utilizzo. Pensiamo al navigatore o al palmare o al pc….tutti hanno le medesime caratteristiche d’utilizzo e l’utente non perde la rotta, questo è un bel vantaggio soprattutto per la non NET generation, cioè per quelli che, come me, non sono nati nell’era tecnologica.
Ma offrono anche ipermedialità ed interattività: in un unico documento abbiamo vari frame strutturati, spazi differenti, forme dinamiche in fieri. Impostazione metodologica completamente diversa, in tutti i gradi dell’istruzione, a cominciare dalla scuola dell’infanzia, dove già ci sono i primi segnali di cambiamento. I giovani utenti, usi al mezzo televisivo, ibrido di digitale, sono pronti ad un nuovo linguaggio che li renda protagonisti (e autori) di prodotti originali, fruibili da altri, autoconsistenti, esplicativi del loro vissuto. Faccio un esempio: in una classe dell’infanzia dell’Istituto presso cui lavoro sono stati realizzati degli storyboard di “Cappuccetto rosso” e “Pinocchio” con scene disegnate dagli alunni al pc e verbalizzate dall’insegnante, in cui ciascuno rifletteva sul messaggio implicito della favola e lo rileggeva alla luce delle sue esperienze. Il prodotto finito è piacevolmente sorprendente.
Nelle classi della primaria utilizziamo l’ipertesto, gli alunni già pensano in questa forma e i lavori realizzati offrono un taglio completo dell’argomento in questione. Anche la modalità webquest ben si adatta alle esigenze della net generation: dunque bisogna rimodulare l’impostazione metodologica dei docenti, basata sull’analisi di un frame alla volta, verso obiettivi altri, che generino nuovi saperi utilizzando nuove forme.
E’ una sfida che noi per primi, appartenenti alle “terre di mezzo”[lp1] siamo chiamati a raccogliere, tenendo presenti le caratteristiche della Media Education:
- consumo condiviso –cioè che i giovani siano guidati all’uso e alla gestione degli strumenti;
- educazione alla lettura critica –per comprenderne i rischi e le opportunità;
- disciplinarietà e trasversalità dei saperi- in modo olistico e più consono ai ritmi e ai modi di apprendere di ciascuno.
La Media Education può rappresentare il valore aggiunto che l’offerta formativa della scuola e la formazione dei docenti offrono agli utenti, ripensata in chiave educativa.
[lp1]Espressione utilizzata dal prof. L.Toschi, ne La comunicazione formativa ed. Apogeo pag. 49
La modalità webquest, sperimentata quest’anno in un precedente corso di studio, per la realizzazione di un Learning Object sul racconto fantastico, è stata accolta da noi studenti Iul con l’entusiasmo che ci caratterizza quando affrontiamo il Nuovo. Il gruppo di lavoro, composto da Anna, Antonella, Enrico, Flavia, Michela e me, ha raccolto risultati brillanti in classe, per l’interesse mostrato dagli alunni verso queste proposte e la motivazione che coinvolge il docente/regista e l’alunno costruttore del sapere. www.webquest.altervista.org
Altra esperienza, realizzata nel 2006, con una classe seconda, sulla matematica “pratica”, dopo un proficuo corso di aggiornamento all’Università di Trieste.
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Personaggi ed Eventi famosi nel Friuli Venezia Giulia – progetto Comenius
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Ancora sul progetto Comenius, versione filmata, ho voluto fare un esperimento con Animoto.
Possiamo metterci tutti alla prova producendo un filmato di 1 minuto (sì, un minuto) in cui raccontiamo la nostra esperienza Comenius. Il link: http://www.programmallp.it/box_contenuto.php?id_cnt=768&id_from=1
Ricorda, ripensa, rimonta… La sfida di questo videocontest lanciato dall’Agenzia LLP per celebrare la SETTIMANA COMENIUS 2009 è anche questa: non il racconto per filo e per segno di tutte le attività svolte, ma un solo brevissimo estratto, che contenga l’elemento più significativo, innovativo, creativo, e su quello giochi per veicolarlo agli altri.
Per gli studenti della Iul è una bella sfida: la accendiamo?
Non so quanti minuti abbia impiegato per produrre l’unico minuto richiesto….ma questo è il risultato
http://www.youtube.com/watch?v=Q7aaR4uvAd0 buona visione!
29 aprile 2009
Stamattina una mia alunna, mingherlina e taciturna, di quelle che non capisci mai se ti ascolta o pensa ai fatti suoi, mi ha detto: ” Sai maestra ho fatto un video sul mio coniglietto, non sono stata capace di masterizzarlo, ma se permetti te lo invierò per mail e domani lo faremo insieme a scuola”. Io non sapevo che sapesse di video…masterizzare….mail; mi ha inviato il filmato: sono rimasta senza parole…pure le transizioni, gli effetti speciali e i titoli d’inizio e fine!
I nostri alunni ci sorprendono, hanno dei tempi e delle modalità di comunicazione tutte da scoprire, val la pena di fare tutto quello che facciamo se poi otteniamo simili risultati. L’approccio di oggi mi ha ripagata di due anni di silenzio.
